Magnadyne, dal 1922 storia e futuro italiano

Dal 2014 Twenty acquista il marchio ed inizia a produrre ed a distribuire TV a marchio Magnadyne nei mercati italiani ed esteri.

  • 1922

    La storia di questa ditta ebbe effettivamente inizio nel 1922, a Torino, quando il sig. Paolo Dequarti, allora sedicenne, iniziò ad occuparsi della costruzione di apparecchi radio in una piccola officina elettromeccanica, ma che dovette poi interrompere per rispondere alla chiamata al servizio di leva militare. Riprese poi la sua attività, e nel 1928, il Dequarti (in qualità di socio occulto) insieme al sig. Mario Pesce diedero vita ad una nuova società denominata Magnadyne Radio di Pesce Mario S.A.. La ditta si occupò della costruzione di apparecchi radio, accumulatori elettrici ed apparecchi frigoriferi, che avveniva in un capannone industriale sito in via sant’Ambrogio 10, accanto alla sede legale della società che si trovava al civico numero 8, nel quartiere torinese Pozzo Strada.

  • 1935

    Negli anni trenta, l’azienda cominciò a svilupparsi rapidamente, tanto da riuscire a conquistare grosse quote nel mercato nazionale delle radio, superando nelle vendite grossi concorrenti del settore sia nazionali che esteri, grazie alla economicità dei prodotti e alla loro qualità, e nel 1935, arrivò ad occupare 1.000 addetti. Inoltre i componenti delle radio erano prodotti in proprio, ad eccezione delle valvole, fornite da ditte esterne. Nel 1937 il Dequarti acquistò l’intero pacchetto azionario della S.A. ing. Clemente Diena e nel 1939 divenne Magnadyne S.A.. Nel 1941, il Dequarti rilevò tutta la società dal sig. Pesce per una cifra del valore di 12 milioni di lire. Ma l’anno successivo a causa della seconda guerra mondiale, fu sospesa l’attività industriale della ditta, poiché i capannoni furono completamente distrutti dai bombardamenti che colpirono in quel periodo Torino.

  • 1943

    Nel 1943, le attività dell’azienda vennero trasferite in un capannone a Sant’Antonino di Susa, e nel 1945, la produzione, seppur in misura limitata, venne ripresa, e riguardò la realizzazione di componenti per radioricevitori.

  • 1948

    Nel 1948, venne aperto un altro stabilimento a Torino, in via Avellino, dove fu trasferita anche la sede legale. In seguito si specializzò anche nella produzione di componenti elettronici.

  • 1953

    Nel 1953 venne fondata dal Dequarti la società Visiola di Paolo Dequarti & C. s.a.s., con sede a Roma, la cui attività consisteva nella fabbricazione di apparecchi televisivi e, nello stesso anno, creò una holding, la Infin s.a.s., con sede a Friburgo. Tutte le competenze societarie vennero trasferite a questa nuova società, e per questo, nel 1955, Magnadyne cessò le proprie attività, ma ne fu mantenuto il marchio. La produzione si estese e riguardò quindi, televisori, radio, frigoriferi, lavatrici, valvole termoioniche, e dal 1961, i transistor. Inoltre gli apparecchi prodotti vennero commercializzati con i marchi Magnadyne, Kennedy, Visiola, Damaiter, Eterphon oltre a dei marchi minori.

  • 1960

    La produzione proseguì sino alla fine degli anni ‘60, quando la Infin venne colpita da una crisi societaria, in seguito alla pesante contrazione delle quote nel mercato nazionale ed estero, causata dalla concorrenza estera e dall’aumento dei costi di produzione.

  • 1971

    Nel 1971 il Dequarti chiese l’amministrazione controllata. Nello stesso anno, i marchi, gli stabilimenti e il personale Infin (che contava 2.100 addetti), furono assorbiti dalla SEIMART (Società Esercizio Industriale Manifatturiere Radio e Tv), una società costituita dalla GEPI, per salvare le aziende italiane di elettronica in crisi. Venne mantenuto soltanto il marchio Magnadyne, e durante la gestione SEIMART, ci furono momenti di alti e bassi, soprattutto fu ridimensionata la produzione con la chiusura dello stabilimento di Torino, e venne perciò mantenuto soltanto quello di Sant’Antonino.

  • 1976

    Nel 1976, i dipendenti, lo stabilimento e il marchio Magnadyne, passarono direttamente alla GEPI, che li fece inglobare in una nuova società, la ELCIT – Elettronica Civile S.r.l.. Sotto la gestione Elcit, la produzione dello stabilimento valsusino si concentrò esclusivamente sui televisori a colori, con i marchi Magnadyne e RadioMarelli. Inoltre negli anni ottanta, discreto fu l’andamento dell’azienda, data la sua validità tecnologica e commerciale.

  • 1991

    Nel 1991, la Elcit con i suoi 116 dipendenti, venne rilevata dalla azienda torinese Sandretto, produttrice di presse a iniezione. La nuova proprietà fece grossi investimenti, per rilanciare e diversificare la produzione, ma ciò nonostante vi furono troppe difficoltà a competere sul mercato, ormai caratterizzato dalla aggressiva concorrenza dei prodotti asiatici e turchi. A causa di ciò nel 1997, l’83 per cento del personale venne messo in cassa integrazione.

  • 1998

    Nel 1998, l’azienda ormai in crisi, cessò definitivamente le attività licenziando i circa 100 dipendenti rimasti, venne chiuso lo stabilimento di Sant’Antonino di Susa e lo storico marchio Magnadyne scomparve dal mercato.

  • 2014

    Nel gennaio 2014 Twenty S.r.l. di Roma acquista il marchio ed inizia a produrre ed a distribuire le TV a marchio Magnadyne nei mercati italiani ed esteri.

  • 2016

    Debutto delle nuove TV Magnadyne sul mercato italiano.

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magnadyne: il libro

LE AZIENDE CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA RADIO ITALIANA

Lo scopo di questa ricostruzione storica è quello di preservare la memoria di una importante industria Piemontese…
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